Speciale CVA Canicattì, La Sicilia

[:it]Sulle pagine del quotidiano La Sicilia, martedì 23 dicembre 2014, è stato pubblicato uno speciale dedicato a CVA Canicattì. Di seguito il testo degli articoli. Cliccando sul titolo è possibile visualizzare l’articolo in formato PDF.

Vini, anno da record per CVA Canicattì

Quello che si sta per concludere è, senza alcun dubbio, un anno di svolta per CVA Canicattì, la cooperativa dell’entroterra agrigentino, che da più di un lustro sta raccogliendo un consenso crescente della critica e dei consumatori con i suoi grandi vini. Questa significativa realtà produttiva della Sicilia centro-meridionale, ha radunato attorno a se e per un percorso produttivo centrato sulla qualità, oltre 480 piccoli viticoltori, segnando una forte evoluzione verso vini di ottima fattura e dal giusto rapporto qualità prezzo, tanto da costruirsi un’ottima reputazione e una buona risposta dal mercato. I numeri parlano chiaro: il 2014 per CVA Canicattì si chiude con un nuovo incremento di fatturato pari al 14% su un 2013 già significativo con una produzione che viaggia per quest’anno oltre quota 800.000 bottiglie. Migliora la performance sul mercato interno, che segna un +12%, e cresce l’export che, con un + 16%, contribuisce a confermare la costante crescita del valore del fatturato. La propensione all’export della CVA di Canicattì supera il 50% della produzione con la Germania che da sola acquista oltre 100.000 bottiglie a marchio CVA; seconda è l’Inghilterra con quasi 70.000 bottiglie, terzo paese target la Francia con uno straordinario risultato di 45.000 bottiglie vendute nella nazione tendenzialmente più preparata a riconoscere i vini di qualità, poi gli USA, a 40.000 e la Svizzera con 20.000 bottiglie vendute. Tra i nuovi mercati spiccano Cina e Canada, in forte ascesa. Ancora una volta, quindi, i consumatori premiano l’identità produttiva di questo straordinario esempio di cooperazione nel settore vitivinicolo. Un modello imprenditoriale centrato sul binomio qualità territorio con una filosofia produttiva che ha reso i vini a marchio CVA Canicattì riconoscibili per stile produttivo e territorialità. Una produzione d’eccellenza mirata a salvaguardare l’autenticità varietale delle uve e ad esaltare la tradizione produttiva, gli aspetti agricoli e storici di una delle area vitivinicole più antiche della Sicilia. Le terre del Nero d’Avola e dei vitigni che hanno fatto la storia del vino siciliano nel mondo. Un’evoluzione sempre di più centrata su una lettura enologica coerente alla storia e alla cultura del territorio in cui operano i piccoli vignerons di CVA Canicattì. Emblema di questa filosofia è il Diodoros, il vino prodotto con le uve del vigneto di tre ettari posto sotto il tempio di Giunone, nella Valle dei Templi, Frutto di un progetto condiviso con l’Ente Parco. Dalla conduzione del vigneto sino alle strategie di marketing, l’obiettivo è sempre stato lo stesso: intercettare il consumatore più esigente e preparato con vini dall’alto contenuto enologico e caratterizzati dal giusto prezzo, dimostrando che è possibile bere ottimo vino senza dover necessariamente spendere molto. “Il nostro è un progetto – spiega Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì – fortemente condiviso dalla comunità e che si fonda sulla grande voglia di valorizzare quanto di bello e positivo c’è nel nostro territorio. Siamo consapevoli di questa grande ricchezza e gli importanti traguardi raggiunti quest’anno ci spingono a confermare la rotta intrapresa, puntando ancora con più ostinazione a migliorare la nostra immagine, la qualità dei nostri vini e promuoverne le bellezze del territori ”. Per l’immediato futuro si punta sull’enoturismo. Il grande appuntamento di EXPO porterà la Sicilia ad essere tra le mete più gettonate anche grazie al grande appeal dei suoi patrimoni UNESCO. Tra questi, la Valle dei Templi con il suo fascino carico di storia, pronto a richiamare molti turisti. “Abbiamo inaugurato da poco un punto vendita presso l’area archeologica della Valle dei Templi e uno nella nostra sede aziendale. Stiamo lavorando – conclude Greco – a creare dei rapporti sinergici con altre realtà del territorio per sviluppare una proposta che, a tutto tondo, abbracci le bellezze territoriali e gastronomiche della nostra Sicilia”.

La Magia delle Terre del Nero d’Avola

Nel cuore della Sicilia sud occidentale, c’è un territorio dai mille volti produttivi dove la coltivazione della vite ha origini lontanissime e ha disegnato uno degli scenari più emblematici della Sicilia che fa qualità. È la magia delle Terre di Nero D’Avola, che rivive nei vini CVA Canicattì, in grado di portare nel bicchiere la tradizione viticola di un territorio che esprime al meglio delle sue potenzialità il vitigno principe degli autoctoni di Sicilia. “Ogni singolo vigneto dei 480 soci – spiega Tonino Guzzo, consulente enologo di CVA Canicattì – viene costantemente monitorato durante l’anno. I controlli vengono intensificati durante la vendemmia per ottenere grappoli sani e dare origine a vini che esprimano al meglio le caratteristiche di questo territorio unico e straordinario”. Nel cuore di questi vigneti, CVA Canicattì raccoglie i frutti che, dopo attente fasi di vinificazione che esaltano il profilo organolettico delle uve, daranno vita a quattro versioni differenti di Nero D’Avola, omaggio alla storia e alla cultura produttiva di questa terra, che si distinguono per il grande rapporto qualità/prezzo. Vini di grande spessore, da provare in abbinamento ai piatti preparati per le imminenti festività natalizie. La punta più alta della produzione aziendale è rappresentata dall’Aynat, un vino di classe superiore che affinata per 14 mesi in barrique di primo passaggio, che sorprende per la l’eleganza e la setosità dei suoi tannini. L’Aynat è l’ideale abbinamento per piatti succulenti e per formaggi ben stagionati. Il Centuno, che nel nome rende omaggio alla produzione letteraria di Pirandello, è un vino che affina in piccoli carati di rovere francese per 12 mesi. Questo vino si sposa magnificamente con portate a base di carne, notevole è il suo abbinamento con una verticale di formaggi di differente stagionatura. Il Nero d’Avola Aquilae, è un’etichetta che con la sua eleganza e la sua personalità ha incantato i palati dei winelovers di tutto il mondo regalando grandi soddisfazioni a CVA Canicattì. Ultimo nato è Sciuscia, una vendemmia tardiva prodotta per la prima volta quest’anno e che segna l’esordio aziendale nella tipologia dei vini dolci. Un vino da meditazione, che va bene sorseggiato da solo a fine pasto oppure in abbinamento al panettone o a dolci con cioccolato fondente.

Premio “Progresso Economico e Legalità”

Non poteva esserci una chiusura d’anno migliore per CVA Canicattì. Dopo i numerosi premi ottenuti con i propri vini nei concorsi internazionali e nelle guide più importanti d’Italia, la Camera di Commercio di Agrigento ha assegnato il riconoscimento “Progresso Economico e Legalità” al percorso produttivo realizzato in questi anni da CVA Canicattì, che ha investito sulla qualità e sul tessuto agricolo di tradizione espresso dal territorio di Agrigento. Il premio “Progresso Economico e Legalità”, che anche per quest’anno ha goduto del patrocinio del Ministero delle Sviluppo Economico viene attribuito a quelle aziende che si sono distinte sul versante della tradizione, del valore sociale, dell’internazionalizzazione e della competitività, realizzando un modello imprenditoriale di valore, aperto all’innovazione e al confronto con rispetto le attuali dinamiche di mercato. Un riconoscimento che intende elogiare quelle realtà produttive del territorio che fanno della legalità un principio base del proprio operato, in grado di valorizzare quanto di positivo è presente nel territorio. “Nella storia della nostra cooperativa – spiega Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì– la legalità è stato uno dei principi fondativi. Il nostro progetto produttivo è legato indissolubilmente alla cultura della vite e del vino del nostro territorio e, sulla base di questo principio, ha visto l’adesione di numerosi contadini legati al movimento cooperativistico degli anni 60. Dopo oltre quarant’anni, il nostro punto di forza è guardare al futuro consapevoli di questa grande storia. Oggi – conclude il presidente Greco – con responsabilità rispettiamo l’impegno di quei contadini e dei nostri attuali soci, con un percorso produttivo vocato all’eccellenza attento a interpretare le dinamiche dei mercati, anche quelli più difficili. I winelovers e gli appassionati premiamo le nostre scelte, generando una crescita di valore costante della nostra realtà, gestita esclusivamente con le nostre risorse umane interne. Esportiamo nel mondo l’immagine di una Sicilia che sa competere nel versante dei qualità con prodotti unici e con un percorso imprenditoriale davvero partecipato”.[:en]

An unforgettable year for CVA Canicattì

2014 has been a turning point for CVA Canicattì, the co-op of the hinterland of Agrigento which is meeting , over the last 5 years , a growing appreciation by wine critics and consumers. This remarkable productive reality of south-central Sicily aiming to achieve winemaking quality, relies on  480 small producers working to realise excellent wines, fairly priced. The co-op has built its great reputation meeting market demand.

Figures speak out: 2014 closes with an increase in turnover of 14% compared to an also profitable 2013. More than 800.000 bottles produced this year. CVA Canicattì improves its performance in national market achieving +12% of sales while export share increases 16% confirming the steady growing turnover. More than 50% of CVA Canicattì  production is exported, 100.000 bottles with CVA label to Germany, 70.000 England, 45.000 France, (considered as target country); 40.000 USA and 20.000 Switzerland. Other international markets are China and Canada.

Once again, consumers award the productive identity of this extraordinary example of wine cellar. A business model focused on the link between quality and territory which productive philosophy has allowed to CVA Canicattì wines to be identified for productive style and territory.A production of excellence aimed to safeguard the authenticity of indigenous vineyards emphasizing productive tradition, agricultural and historical traits of one of the most ancient winemaking area of Sicily.

Le Terre del Nero d’Avola and its indigenous vineyards have made the history of Sicilian winemaking all over the world.

An evolution always more focused on wine-making practices coherent with  the real cultural and historical background of western Sicily where CVA Canicattì vignerons operate. The flagship of this philosophy is Diodoros. The wine is made with grapes of 3ha. cultivated below the Temple of Juno in The Valley of the Temples, a project carried out in cooperation with the Authorities of this archaeological Park.

From the work in vines to marketing strategies the aim is always the same : intercepting the most demanding and expert consumer with great quality wines fairly priced, showing that is possible to drink great wines not spending much money.

Our project-Giovanni Greco, CVA Canicattì President says- is extremely shared by the community. The leitmotiv of our project is emphasizing all the best and positive traits of our territory . We are aware of this treasure, and thanks to our goals we continue to improve our brand, our quality wines promoting our beautiful territories , at the same time.In the short term, we aim to promote wine tourism. The great meeting of Expo will show Sicily as one of the most appealing region to visit thanks also to its UNESCO heritages. Among them, The Valley of the Temples, so fascinating archaeological area, appealing for many tourists. We have recently inaugurated a wine shop in the The Valley of the Temples. We are working- Greco says– to create synergies with other realities of the territory to develop a proposal which embodies all territorial and culinary supply of our Sicily. “

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