Repubblica Palermo, 9 gennaio 2015

[:it]Su Repubblica si parla anche di Tonino Guzzo, consulente enologo di CVA Canicattì, come uno dei winemaker siciliani più apprezzati per la sua capacità di puntare ai vitigni autoctoni a partire dal Catarratto.

L’irresistibile ascesa degli enologi siciliani

[…]Crescono i numeri e la qualità.  La Sicilia dei vino è pronta a giocare una nuova partita. E questa volta i protagonisti sono gli enologi made in Sicily, oggi sempre più richiesti dalle varie aziende vinicole della nostra regione e anche oltre lo Stretto. E se prima i produttori di vino predilige- vano gli ‘outsider’, con nomi di enologi biasonati, oggi la scelta di mercato, ricade sempre di più sulle professionalità del luogo. E così ecco i nostri wine maker acquistare sempre più prestigio e valore. Sono bravi, preparati, mediamente giovani e soprattutto hanno maturato esperienza con un approccio sempre più aperto al dialogo con gli stessi produttori.[…]

[…]A sostenere la stessa tesi, dal territorio agrigentino, è il “mediano” Tonino Guzzo, consulente tra le altre per le cantine CVA Canicattì e Castellucci Miano. La sua scommessa è quella di portare sempre più in auge il Catarratto, il vitigno più coltivato in Sicilia, ma meno valorizzato. Per lui questa tipologia è l’emblema della tradizione vitivinicola della nostra regione e quindi va sempre più considerato dai produttori. «La Sicilia deve trovare il futuro nel suo passato e questa varietà — spiega Guzzo — è solo un esempio di tutto il patrimonio che possiamo ritrovare in Sicilia. […].

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Repubblica Palermo, 9 gennaio 2015[:]