CVA Canicattì: Vini di qualità e di territorio verso le sfide dei mercati

[:it]

CVA Canicattì: nel 2017 si punta su export e vino biologico certificato.

Giovanni Greco riconfermato presidente della cooperativa agrigentina per un altro triennio.

img-20161128-wa0004Quello che sta per terminare è, con certezza, l’anno della definitiva consacrazione per CVA Canicattì. In poco meno di un decennio, grazie ad una visione imprenditoriale lungimirante, questa cantina sociale ha raggiunto un posto di assoluto rispetto nel gotha dell’aziende siciliane, per reputazione enologica e fiducia dei mercati. Dietro questo percorso produttivo virtuoso c’è il lavoro di squadra di circa 300 vignerons che hanno raccolto la sfida della qualità, puntando ad ottenere già nel vigneto una materia prima di grande eccellenza. Oggi le etichette di questa cantina godono di un grande consenso internazionale, grazie ad una produzione moderna e fortemente identitaria, in grado di trasmettere pienamente l’autenticità della Sicilia del vino. “Siamo riusciti a smentire quella grande diffidenza che ha sempre gravato sulle cantine sociali – spiega Giovanni Greco, presidente della Cooperativa- ragionando con l’ottica di una grande azienda. Da un lato abbiamo investito sulle peculiarità produttive del nostro territorio dando vita a vini che, sempre di più, assecondano le richieste provenienti dai mercati di tutto il mondo. Dall’altro ci siamo impegnati a comunicare il nostro brand in coerenza alla qualità raggiunta, raccontando il nostro territorio, le nostre tradizioni viticole, la nostra stessa idea di vino”. Il 2016 per CVA Canicattì è stato un anno caratterizzato da una grande progresso. La produzione ha raggiunto quota 900.000 bottiglie mentre il fatturato ha consolidato il trend di crescita registrato negli scorsi anni. Lo scorso 26 novembre Giovanni Greco è stato riconfermato presidente della cooperativa per un altro triennio. L’assemblea dei soci ha scelto la via della continuità con la volontà di riconfermare il progetto produttivo centrato su territorio e qualità, che ha visto negli ultimi anni CVA Canicattì crescere sui mercati internazionali e trionfare nei concorsi enologici grazie a vini moderni e dall’indiscutibile identità territoriale, capaci di intercettare le nuove dinamiche di consumo espresse dai winelovers di tutto il mondo. Le linee guida del prossimo triennio saranno export e produzione biologica certificata. “Punteremo innanzitutto a consolidare i rapporti commerciali con i mercati storici come la Germania – spiega Giovanni Grecoe rafforzare le relazioni in alcune piazze strategiche, come gli Stati Uniti, la Cina e soprattutto il Canada, con investimenti in promozione e ingressi di nuove professionalità che avranno l’obiettivo di aprire dei canali di comunicazione privilegiati su questi mercati. Sul fronte della produzione – continua il presidente – convertiremo a regime di biologico certificato altri ettari della nostra base produttiva puntando a rafforzare questa linea di prodotti con nuovi vini, anche grazie al positivo esito riscontrato con il primo millesimo dell’Aquilae Grillo Bio (Miglior Bianco e Gran Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles 2016) e dell’Aquilae Nero d’Avola Bio (medaglia d’argento al Gran Premio Internazionale Mundus Vini). In questo modo vogliamo rimarcare e valorizzare ancor di più il nostro impegno a difesa dell’integrità e della vocazione produttiva delle Terre del Nero d’Avola”.

La tavola delle feste con i sentori autentici di Sicilia con CVA Canicattì.

i-vini-cvaAnche quest’anno i vini di CVA Canicattì hanno ottenuto menzioni e riconoscimenti nei principali concorsi nazionali ed internazionali. L’Aquilae Grillo Bio 2015 ha conquistato il titolo di “Miglior Bianco” del Concours Mondial de Bruxelles, il campionato del mondo dei vini mentre il Centuno 2013 si è aggiudicato la medaglia d’Oro del prestigioso Mundus Vini ed è stato inserito nella lista dei “100 vini da comprare per il miglior rapporto qualità prezzo” della guida “I Vini d’Italia” de L’Espresso. I degustatori di Slow Wine, invece, ha assegnato “la moneta” all’intera produzione a marchio CVA Canicattì volendo riconoscere a tutta la gamma i gradi di eccellenza proposti in enoteca a prezzi accessibili a tutti. La vendemmia di quest’anno è stata davvero ottima: il buon andamento climatico registrato nell’entroterra agrigentino ha permesso alle uve di giungere in cantina al giusto grado di maturazione. La nuova annata porterà in dote vini intensi e piacevoli, ideali compagni per gustosi abbinamenti cibo vino da condividere in famiglia e con gli amici. Con le festività alle porte arrivano quindi i momenti per assaporare alcune delle più blasonate etichette di CVA Canicattì in abbinamento ai grandi piatti classici del Natale: ricorrenze particolari che diventano magiche con i sentori autentici della Sicilia più vera, come quelli del Nero d’Avola che, nell’area sud occidentale dell’isola esprime il massimo delle sue potenzialità. Il pranzo di Natale si può aprire con l’Aquilae Grillo Bio, un vino molto versatile con una trama armoniosa e minerale, che ben si adatta ad una frittura di paranza con il pescato nel mar Mediterraneo. A seguire un evergreen delle feste: i cannelloni con ragù di zucca, porcini, speck e conditi con una besciamelle al pecorino da abbinare al Centuno, un nero d’avola in purezza intenso, persistente e con una buona tannicità ideale per questo primo aromatico e succulento. Il piatto principale al vino più importante della gamma CVA Canicattì: un saporito filetto di maiale dei Nebrodi con salsa al piacentino ennese è, infatti, la portata giusta per l’Aynat, vino di punta della cooperativa, un nero d’Avola in purezza di classe superiore, dove espressività ed armonia si traducono in una bocca gustosa e vibrante in cui primeggiano il calore e l’incredibile facilità di beva, resa possibile anche dai tannini vellutati. In chiusura, un cannolo siciliano scomposto da abbinare a Sciuscia, vendemmia tardiva di Nero d’Avola, un vino di notevole struttura, fresco e complesso che ben si sposa con questo dessert.

Vini di qualità da un territorio dai mille volti produttivi

Per Weiwirtschaft CVA Canicattì è nella top 20 delle cooperative sociali Italiane

Per Weiwirtschaft CVA Canicattì è nella top 20 delle cooperative sociali Italiane

Nel cuore della Sicilia sud occidentale, c’è un territorio dai mille volti produttivi dove la coltivazione della vite ha origini lontanissime e ha disegnato uno degli scenari più emblematici della Sicilia che fa qualità. È la magia delle Terre di Nero D’Avola, che rivive nei vini CVA Canicattì, in grado di portare nel bicchiere  la tradizione viticola di un territorio che esprime al meglio delle sue potenzialità il vitigno principe degli autoctoni di Sicilia. “Ogni singolo vigneto dei 300 soci – spiegano Angelo Molito, enologo CVA Canicattì e Tonino Guzzo, consulente enologo dell’azienda – viene costantemente monitorato durante l’anno. I controlli vengono intensificati durante la vendemmia per ottenere grappoli sani e dare origine a vini che esprimano al meglio le caratteristiche di questo territorio unico e straordinario”.

La linea produttiva è costituita da 21 etichette, divise in cinque fasce di prodotto. I Cru, il cui vertice  è rappresentato dall’Aynat, Nero d’Avola in purezza affinato per 14 mesi in barrique di primo passaggio. Segue lo Scialo, Nero d’Avola e Syrah affinato per 12 mesi in barrique di secondo passaggio, il Caliò, blend Nero d’Avola e Nerello Cappuccio affinato in acciaio, ideale da servire leggermente freddo come aperitivo, Diodoros,  figlio di un progetto condiviso con l’Ente Parco Valle dei Templi. Fanno parte di questa fascia anche il Fileno e il Centuno, che prendono vita rispettivamente da uve di Nero d’Avola e Grillo e che già hanno regalato grandi soddisfazioni, il Satarì, una versione frizzante di un blend di Grillo e Charonnay, Delicio, la novità del 2016, un rosato da uve Nero d’Avola e Nerello Mascalese e Sciuscia, una vendemmia tardiva ottenuta da uve di Nero d’Avola, il primo vino dolce prodotto a marchio CVA Canicattì.  La linea Aquilae, costituita da 7 vini tutti monovarietali, di grande personalità, strutturati ed eleganti, rappresenta la fascia di produzione di CVA Canicattì più consolidata nel territorio e tra le più apprezzate dai wine-lovers.  Questa linea è costituita da un Grillo, uno Chardonnay, un Catarratto, un Nero d’Avola, un Cabernet Sauvignon, un Merlot ed un Syrah. La novità dell’ultimo anno è la nascita della linea Aquilae Bio, vini biologici certificati pensati per svelare da un nuovo punto di vista la filosofia produttiva condivisa da tutti e 300 piccoli vignerons di CVA Canicattì. I vini di questa linea sono l’Aquilae Nero d’Avola Bio e l’Aquilae Grillo Bio.  Ultima, ma non per qualità, la linea La Ferla, costituito da tre prodotti, un Nero d’Avola, un Inzolia ed un Rosato, prodotto con uve di Nero d’Avola e Nerello Mascalese, caratterizzati da un rapporto qualità-prezzo davvero impareggiabile.

CVA Canicattì: lo speciale del quotidiano la Sicilia.

[:]