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Grillo 1874 e il Barone Mendola, convegno a Favara.

Grillo 1874 e il Barone Mendola, convegno a Favara.

A Favara si discute di Grillo con un parterre di studiosi , tecnici e rappresentanti del mondo del vino. Tra i relatori Rosario Di Lorenzo di UNIPA, Filippo Sciara, storico della vite, l’enologo Tonino Guzzo Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì e Antonio Rallo, presidente della DOC Sicilia.

Tutti ne parlano e sembra ricordare l’epopea del Nero d’Avola. Il Grillo è tra i vitigni bianchi della Sicilia, quello in maggior spolvero: in meno di dieci anni gli ettari vitati con questa pregiata varietà sono decuplicati e CVA Canicattì è tra i produttori che più hanno investito sulle performance di una varietà che, dalla nobili origini, mostra di essere anche un vino moderno, piacevole, identitario.

CVA Canicattì rende omaggio al Barone Mendola chiamando a raccolta accademici, tecnici e cultori della viticoltura siciliana per discutere dell’importanza strategica di questo vitigno, ottenuto dall’incrocio di Zibibbo (Moscato d’Alessandria) e Catarratto Bianco. Il Grillo è per la Sicilia del vino e per tutti quei viticultori che hanno investito sul vigneto con qualità e rigore produttivo, una risorsa credibile, soprattutto per l’estero. Dalla prossima vendemmia, che si aprirà tra poche settimane, l’inserimento del nome del vitigno Grillo (e vale anche per il Nero d’Avola) potrà essere concesso solo ed esclusivamente ai vini DOC Sicilia. Un punto di demarcazione che dà ulteriore valore aggiunte. Di tutto questo se ne parlerà a Favara (AG), al Castello Chiaromonte domani 28 luglio a partire dalle ore 18.  Dopo i saluti del sindaco Anna Alba e  dell’Assessore all’Agricoltura del centro agrigentino Amedeo Nicotra si entrerà nel vivo del tema proposto con gli interventi del presidente Giovanni Greco, del professor Filippo Sciara, del dottor Giacomo Ansaldi dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura e di Tonino Guzzo uno degli enologi di riferimento per questa varietà. Le conclusioni sono affidate alle parole del professore Rosario Di Lorenzo, Ordinario di Scienze Agrarie dell’Università di Palermo e di Antonio Rallo, presidente della DOC Sicilia.

“Siamo venuti a Favara – spiega Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì  – a riconoscere nella scienza e nella tecnica del Barone Mendola, quell’elemento di modernità che già allora il vigneto siciliano riusciva ad esprimere Con questo convegno vogliamo sottolineare il legame con questo territorio di grandi tradizioni vitivinicole e con una marcia in più, portate in dote dalle composizioni dei suoli, dall’esposizione e da una sapienza contadina che è stata sempre un valore aggiunto per questa terra”.

Alla fine del convegno è prevista una visita del museo comunale “Barone Mendola” di Favara e una degustazione dei vini di CVA Canicattì e di prodotti del territorio

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