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CVA Canicattì, cresce l’immagine del brand e il fatturato

La cantina siciliana celebra il 2017 ricco di successi produttivi e di sviluppo economico con uno sguardo sulle prospettive future.

CVA Canicattì, speciale La Sicilia. Pezzo di apertura

CVA Canicattì, speciale La Sicilia. Pezzo di apertura

C’era una volta chi sosteneva la tesi che le cooperative vitivinicole portavano in vinificazione solo una grande massa di uva dando vita a vini di scarsa qualità. Di strada ne è stata fatta tanta e ce n’è voluto per convincere il pubblico degli appassionati che questa storia c’era una volta ed oggi non esiste più.  In poco meno di un decennio, infatti, grazie ad una visione imprenditoriale accorta, CVA Canicattì ha smentito questa tesi raggiungendo un posto di assoluto rispetto nel gotha dell’aziende siciliane, per reputazione enologica e fiducia dei mercati. Dietro questo percorso produttivo virtuoso c’è il lavoro di squadra di circa 300 vignerons che hanno raccolto la sfida della qualità, puntando ad ottenere già nel vigneto una materia prima di grande eccellenza. Oggi le etichette di CVA Canicattì godono di un grande consenso internazionale, grazie ad una produzione moderna e fortemente identitaria, in grado di trasmettere pienamente l’autenticità della Sicilia del vino. “Finalmente siamo riusciti con i fatti a  smentire quella grande diffidenza che ha sempre gravato sulle cantine sociali – spiega Giovanni Greco, presidente della Cooperativa- ragionando con l’ottica di una grande azienda. In questo percorso non abbiamo rinunciato alle nostre peculiarità territoriali: abbiamo puntato forte sui vitigni autoctoni comunicando il nostro brand in coerenza con la qualità raggiunta in questi anni. Con le nostre etichette abbiamo assecondato le richieste provenienti dai mercati di tutto il mondo  raccontando il nostro territorio, gli aspetti agricoli e storici di una delle aree vitivinicole più vocate della Sicilia “

Da questo punto di vista, determinante è stato il lavoro della cooperativa nel vigneto della Valle dei Templi, dove dal 2011 gestisce il vigneto posto sotto il tempio di Giunone da cui prende vita il pregiato Diodoros, blend di Nero d’Avola, Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese. La scorsa primavera, il Parco archeologico della Valle dei Templi si è aggiudicato  il premio Paesaggio Italiano assegnato dal Ministero Beni Culturali con il progetto Agri Gentium: landscape regeneration. Il contributo di CVA Canicattì alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di questo bene tutelato dall’UNESCO è stata una delle principali motivazioni del riconoscimento, perfettamente in linea con la volontà dell’azienda di rispettare con sincerità il proprio territorio. Volontà che, in concreto, coincide con la scelta di aumentare in modo significativo gli ettari vitati in regime biologico certificato: “La linea Aquilae Bio – continua Giovanni Greco – è il risultato di un impegno produttivo a tutela della nostra terra che coinvolge tutti i nostri soci”.

 Il 2017 per CVA Canicattì è stato un anno caratterizzato da una grande progresso. La produzione ha raggiunto quota un milione di bottiglie mentre il fatturato ha consolidato il trend di crescita registrato negli scorsi anni, soprattutto nel versante export. Il mercato più interessante è stato quello degli Stati Uniti. Significativo è stato l’inserimento del rosato Delicio, nella short list dei cinque vini italiani consigliati dal popolare del wine columnist Dave McIntyre sul  Washington Post pubblicata lo scorso ottobre sull’edizione cartacea e sul portale web.

L’anima green e la produzione di vini biologici certificati

CVA Canicattì, speciale La Sicilia. Taglio Medio

CVA Canicattì, speciale La Sicilia. Taglio Medio

Tutela e identità del territorio, qualità enologica e attenzione alla sostenibilità ambientale, aderenza e capacità reattiva alle esigenze dei mercati internazionali. Sono queste le parole chiave da cui è partito due anni fa il progetto della cooperativa vitivinicola dedicato alla produzione di vino biologico certificato. A CVA Canicattì le sfide poste dal mercato sono sempre state raccolte come uno stimolo continuo per migliorare la qualità di una produzione che, per stile e autenticità territoriale, è garanzia di un’eccellenza riconosciuta tanto dalla critica quanto dagli eno appassionati.  Così, ad una richiesta crescente di vino bio proveniente dai mercati internazionali, la cooperativa ha risposto con la produzione dei suoi primi organic wines. I primi vini biologici non potevano che essere realizzati con le varietà autoctone siciliane più diffuse: il Nero d’Avola e il Grillo. Non a caso CVA Canicattì opera in poco più 900 ettari di vigneto tra le province di Agrigento e Caltanissetta, proprio nel cuore delle terre del Nero d’Avola e del Grillo, vitigni che hanno fatto la storia del vino siciliano nel mondo. Winelovers e addetti ai lavori hanno dimostrato di sapere apprezzare ed accogliere Aquilae Nero d’Avola Bio e Aquilae Grillo Bio, autentiche produzioni born in Sicily, che, già con i primi due millesimi  hanno avuto un grande successo anche tra la critica specializzata.  L’Aquilae Grillo Bio 2015 di CVA Canicattì è stato, infatti, il vino bianco Campione del Mondo 2016 secondo quanto sancito dalla giuria internazionale del XXIII Concours Mondial de Bruxelles, noto anche come il Campionato Mondiale dei Vini, che ha assegnato a questa etichetta la Gran medaglia d’oro e il titolo di Vino Bianco rivelazione. Mentre l’annata 2016 ha conquistato la medaglia d’argento al Sommelier Wine Awards di quest’anno dove, invece, l’Aquilae Nero d’Avola Bio 2014, ha raggiunto la vetta conquistando l’ambita medaglia d’oro e ben figurando negli altri concorsi internazionali in cui ha preso parte. L’annata 2015, invece ha ottenuto la medaglia d’argento all’ultima edizione del Concours Mondial de Bruxelles, che si è svolta a Vallodolid, in Spagna.

“Oggi i consumatori di tutto il mondo sono sempre più inclini all’acquisto di prodotti biologici, poiché si avverte il bisogno di un’alimentazione basata sulla naturalità e l’autenticità del cibo – afferma Giovanni Greco Presidente CVA Canicattìe con queste prime etichette putiamo a soddisfare questa tendenza, offrendo vini in linea con la nostra filosofia produttiva, in grado di renderci competitivi anche su questo versante di mercato”.

Attraverso questo progetto CVA Canicattì vuole rimarcare e valorizzare ancor di più il suo impegno a difesa dell’integrità e della vocazione produttiva delle Terre del Nero d’Avola per uno sviluppo eco-compatibile

Adesione alla rete The Wine Net – Italian Co-Op Excellence.

CVA Canicattì, speciale La Sicilia. Taglio basso.

CVA Canicattì, speciale La Sicilia. Taglio basso.

Il lungo percorso di crescita di CVA Canicattì ha raggiunto quest’anno uno dei traguardi più importanti della sua storia recente con l’adesione alle rete di imprese “The Wine Net – Italian Co-Op Excellence”. Questo network delle cantine cooperative italiane, che oggi raccoglie 6 tra le sue realtà più importanti, è la rappresentazione autentica dell’antico motto latino secondo cui l’unione fa la forza. Una collaborazione innovativa che vuole, da un lato, aumentare la percezione sul mercato del valore qualitativo oggi raggiunto dal sistema cooperativo italiano, e dall’altro condividere strategie commerciali e di promozione dei vini delle cooperative nei principali mercati internazionali. Oltre a CVA Canicattì fanno parte di questo sistema altre cinque cooperative in rappresentanza delle produzioni di Amarone, Prosecco, Barolo, Barbaresco, Montepulciano d’Abruzzo e Morellino di Scansano tra le denominazioni italiane più conosciute e apprezzate all’estero.

The Wine Net Italian Co-Op Execellence è una rete decisamente innovativa che vuole da un lato aumentare la percezione sul mercato del valore qualitativo oggi raggiunto dal sistema cooperativo italiano; dall’altro condividere strategie commerciali e di promozione dei vini delle cooperative nei principali mercati internazionali. L’adesione a questa iniziativa da parte di CVA Canicattì, che punta a rafforzare la percezione del suo brand sui mercati esteri, avviene sulla scia dei grandi successi internazionali che, negli ultimi anni, hanno ottenuto i suoi migliori vini: dalla medaglia d’oro al Concours Mondial de Bruxelles a Decanter, passando per i Sommelier Wine Awards.

“L’adesione a questa rete di impresa –  commenta Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì –  ci consente da un lato di ottimizzare i costi, soprattutto nel versante della promozione all’estero, e dall’altro ci dà uno slancio per accrescere la visibilità del nostro brand e dei nostri vini, associati ad alcune denominazioni italiane più conosciute al mondo. Nelle azioni congiunte con gli altri partner – continua Greco – abbiamo la possibilità di presentare una quadro di insieme delle migliori produzioni enologiche del Balpaese avendo in questo modo l’opportunità di comunicare in maniera più specifica le nostre peculiarità grazie alla condivisione di una strategia che ci consente in maniera ragionata di puntare a specifiche fette di consumatori, in grado di comprendere le peculiarità di un Nero d’Avola”.

L’ingresso di CVA Canicattì in questa rete di impresa fa parte delle lungimiranti e oculate scelte che hanno caratterizzato la storia degli ultimi anni dell’azienda che hanno consentito alla cooperativa di trasformarsi in un marchio di riferimento per qualità del vino born in Sicily mantenendo inalterato lo spirito di condivisione che dal 1969 riunisce in un unico progetto produttivo circa 300 piccoli vignerons nel cuore della Sicilia sud Occidentale.

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